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Fornitori esteri·16 luglio 2026·5 min di lettura

Fattura Google Ads, AWS, Meta o Stripe: quale codice TD uso per l'autofattura?

Se sei arrivato qui è probabile che tu abbia già la fattura aperta e ti serva solo la risposta: quale codice TD usare per registrarla. Prima la scorciatoia, poi il perché — così puoi verificarlo anche sulle prossime fatture senza dover ricontrollare ogni volta.

Perché è (quasi) sempre TD17

Google Ads, AWS, Meta Ads, Microsoft 365, Notion, Figma, Slack, Stripe: sono tutti fornitori esteri che vendono un servizio, non un bene fisico. Il TD17 copre esattamente questo — servizi ricevuti da un fornitore UE o extra-UE in reverse charge. Il TD18 entra in gioco solo se stai comprando merce fisica da un fornitore intracomunitario, e il TD19 solo se quella merce è già fisicamente in Italia. Per un abbonamento software o una campagna pubblicitaria, quei due casi non si applicano quasi mai.

Fornitore per fornitore

  • Google Ads / Google Cloud — fatturato di norma da Google Ireland Limited (Irlanda): TD17.
  • AWS — fatturato da Amazon Web Services EMEA SARL (Lussemburgo): TD17.
  • Meta Ads (Facebook/Instagram) — fatturato da Meta Platforms Ireland Limited: TD17.
  • Microsoft 365 / Azure — di norma Microsoft Ireland Operations Limited: TD17.
  • Notion, Figma, Slack, Canva — quasi sempre entità irlandesi o statunitensi: TD17.
  • Stripe — le fee sono fatturate da Stripe Payments Europe Limited (Irlanda) quando ricevi una fattura separata: TD17.

L'eccezione che manda in confusione: quando NON serve l'autofattura

Alcuni fornitori — Google è il caso più frequente — fatturano certi prodotti o certi clienti tramite un'entità italiana invece che irlandese, con IVA italiana già applicata in fattura. In quel caso non è più un acquisto "estero" ai fini del reverse charge: è una fattura domestica, e generare comunque un'autofattura sarebbe un errore, non una precauzione in più. Il segnale da controllare è semplice: se in fattura vedi già una riga IVA con importo maggiore di zero e il fornitore è identificato in Italia, fermati e verifica prima di procedere.

Come verificarlo in trenta secondi

Guarda la partita IVA del fornitore in fattura: un prefisso IE è Irlanda, LU è Lussemburgo, US non è un formato UE — in tutti questi casi il fornitore è genuinamente estero e il reverse charge si applica. Se invece vedi un prefisso IT o una riga IVA già valorizzata, è il segnale che ti serve controllare meglio prima di autofatturare.

autofattureai.com fa esattamente questa verifica in automatico ogni volta che arriva un documento: legge il fornitore, controlla se è genuinamente estero e ti avvisa prima di procedere se qualcosa non torna — invece di scoprirlo dopo aver già inviato allo SDI.

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