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Reverse charge·23 luglio 2026·5 min di lettura

I 5 errori più comuni nell'autofattura reverse charge (e come evitarli)

La maggior parte degli errori nell'autofattura reverse charge non nasce da ignoranza delle regole, ma da distrazione: si fa la stessa operazione ogni mese, per fornitori diversi, e la ripetizione è dove si annidano gli sbagli. Ecco i cinque più frequenti.

1. Confondere TD17 e TD18

TD17 è per i servizi (abbonamenti software, pubblicità, consulenze), TD18 è per i beni fisici acquistati da un fornitore intracomunitario. Sembra una distinzione ovvia finché non arriva una fattura mista o un fornitore che vende sia licenze software sia hardware: lì è facile applicare il codice sbagliato per abitudine.

2. Usare il tasso di cambio del giorno sbagliato

Il cambio da applicare è quello del giorno della fattura del fornitore, non quello del giorno in cui la stai processando. Se la fattura arriva con qualche giorno di ritardo — succede spesso con l'email — e la elabori usando il cambio "di oggi", l'importo in euro dell'autofattura risulta sbagliato, anche di poco, ma sbagliato.

3. Perdere la scadenza del 15 del mese successivo

L'autofattura va inviata allo SDI entro il 15 del mese successivo a quello di ricezione della fattura estera (o di effettuazione dell'operazione). Con un solo fornitore è facile da tenere a mente; con quattro o cinque fornitori che fatturano in giorni diversi del mese, le scadenze si accavallano e qualcuna scivola.

4. Trattare come "estero" un fornitore che ha già applicato IVA italiana

Non tutti i fornitori con un nome internazionale sono davvero esteri ai fini IVA: alcuni fatturano tramite un'entità italiana e applicano già l'IVA in fattura. Generare comunque un'autofattura reverse charge in quel caso non è un eccesso di prudenza — è un errore, perché l'imposta finirebbe per essere versata due volte.

5. Non registrare l'autofattura nei registri IVA

Generare e inviare l'autofattura allo SDI non basta: va anche registrata correttamente, sia nel registro IVA vendite (come autofattura emessa) sia nel registro acquisti (per la detrazione). È un passaggio facile da dimenticare quando ci si concentra solo sull'invio.

Il modo più efficace per evitarli tutti

Quasi tutti questi errori nascono dalla ripetizione manuale: lo stesso processo, tante volte, con margini diversi di distrazione ogni volta. autofattureai.com calcola il cambio corretto, propone il codice TD giusto, segnala i fornitori che sembrano domestici invece che esteri e tiene traccia delle scadenze — il controllo finale resta tuo, ma il lavoro ripetitivo no.

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