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XML e SDI·28 maggio 2026·5 min di lettura

TD17, TD18, TD19: come capire quale codice usare per l'autofattura

Chi genera autofatture per la prima volta si blocca quasi sempre allo stesso punto: quale codice TD scegliere. I tre codici — TD17, TD18, TD19 — sono simili nel nome ma corrispondono a operazioni diverse, e usare quello sbagliato può creare problemi in sede di controllo.

TD17 — Servizi da fornitori esteri

È il codice che userai più spesso se paghi abbonamenti a tool SaaS, pubblicità online, hosting o consulenze da fornitori senza sede in Italia. Copre sia i fornitori UE che quelli extra-UE (con qualche differenza nel trattamento IVA, ma il codice documento è lo stesso).

TD18 — Acquisti intracomunitari di beni

Si usa quando acquisti beni fisici da un fornitore con sede in un altro paese UE. Diverso da TD17 perché qui l'operazione riguarda merce, non un servizio: la merce si muove fisicamente da un paese UE all'Italia.

TD19 — Beni già in Italia, fornitore estero senza rappresentante fiscale

Il caso meno comune ma più insidioso: il bene è già fisicamente in Italia (magari in un magazzino), ma chi te lo vende è un soggetto estero privo di rappresentante fiscale o identificazione diretta in Italia. Va distinto con attenzione da TD18.

Come autofattureai.com sceglie il codice al posto tuo

Quando l'AI legge la fattura, guarda il tipo di fornitore, la natura dell'operazione (bene o servizio) e la sua provenienza per proporre il codice più probabile. Tu lo vedi prima di inviare e puoi correggerlo — ma nella maggior parte dei casi, specialmente per abbonamenti software e pubblicità (il caso più frequente), la proposta è già quella giusta.

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